Le bolle di Magadino

La mia ragazza lavorava, un po’ di tempo fa, a Magadino. Aveva un’ora di pausa pranzo e, ogni volta che potevo, passavo volentieri da lei per farle compagnia. Il programma prevedeva un paninozzo sulla panchina del lungolago guardando pollame acquatico nelle proprie faccende affaccendato e nulla più, non siamo mai stati una coppia amante dei formalismi.
Ogni volta finiva sempre allo stesso modo: io che lanciavo il mio panino a germani e (soprattutto, per questioni di simpatia) alle folaghe e la mia ragazza che finiva col darmi un po’ del suo panino, perché l’idiota (che sarei io) preferiva guardar le anatre mangiare come avrebbe fatto un bambino di 5 anni.
Per inciso: non è che lei non ami la natura, anzi è plurilaureata in materia, solo che viviamo la stessa formazione in modi completamente diversi. Io mi diverto a ritrovarmi immerso in cose schifose come feci, sperma, cadaveri, acqua palustre e chi più ne ha più ne metta. Lei, in modo assolutamente complementare al mio, è naturalista da laboratorio, da ricerca, da didattica. Azione (io) e pensiero (lei). E siccome sono amante dell’azione, posso consigliare vivamente di andare alle bolle di Magadino. “Bolle” deriva dal dialetto ticinese “bòla”, che significa palude.
Ci sono tantissimi specie di uccelli che nidificano e già solo per questo merita una visita. In secondo luogo, si tratta di un’area protetta del Ticino, alla foce del fiume omonimo e, di conseguenza, all’apice del Lago Maggiore, ben tenuta ed organizzata per piacevolissime passeggiate poco impegnative.

Sulla ricchezza delle zone umide ci sarebbe da scrivere dei capitoli e questo blog non è certamente il luogo adatto alle cose troppo serie. Mi limito ad accennare che le zone umide sono dei veri e propri “filtri” naturali, trattengono l’acqua come spugne in caso di maltempo, offrono un habitat ricchissimo di cibo per moltissime specie viventi e, ultimo ma non ultimo, è sono luoghi “strani”, dove si sviluppano reazioni chimiche particolari come la “denitrificazione“. In ogni caso tornerò più avanti con queste cose.

Detto questo, rimane indiscutibile il fatto che la piana di Magadino abbia un fascino incredibile: quattro passi e si viene catapultati in un’altra zona del mondo, dove i rumori spariscono e rimaniamo solamente noi stessi ed una natura accogliente ma vigorosa.
Fateci una visita!

Di seguito qualche foto ed info.

http://www.bolledimagadino.com/

E per chi fosse troppo troppo troppo, ma veramente troppo (ho già detto “troppo”?) curioso, Wikipedia offre una descrizione tanto noiosetta quanto incompleta (le dinamiche sono molte, meglio andare in loco) sulla fantastica denitrificazione.

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