Lupo ululà, castello ululì

Un importante membro del Mensa in Italia (l’associazione di cui può far parte solo quel 2% di persone con un quoziente intellettivo più alto del normale) ha recentemente dichiarato: “Potete uccidere i lupi. Sono pericolosi, devo difendere i cittadini.”
Il personaggio di rare qualità intellettuali in questione è l’attuale sindaco di Verona Flavio Tosi, il quale ha usato come sempre tutte le sue grandi capacità, sforzandosi al massimo, per dire questa enorme cagata.

Io non sono uno di quei fulminati amanti degli squali che ci fa il bagno dicendo: “ehi, non sono pericolosi!Hanno quello sguardo così dolce!”. No, io degli squali avrei una certa paura. Bisogna però dire che quella del lupo pericoloso è una leggenda metropolitana di origine medievale, quando i lupi venivano ad uccidere l’unica capra o pecora che potevamo permetterci, compromettendo l’equilibrio precario del nostro regime di quotidiana povertà.
Oggi abbiamo tutti il SUV e ci facciamo i selfie anche quando siamo al cesso, direi che quell’unica capra non sia così importante, no?

Il lupo (Canis lupus e Canis lupus italicus) negli ultimi decenni è tornato ad abitare la nostra penisola dopo che per secoli è stato cacciato senza pietà per volontà di regnanti e governatori. Per rendervi conto dell’enormità del cambiamento, guardate queste due immagini dell’areale di distribuzione del lupo in Italia.

Sotto c’è un’immagine ancora più inquietante: la distribuzione a livello mondiale del lupo nel passato e nel presente. Ovviamente il rosso indica dove il lupo non è più presente.

Wikipedia

Il motivo di quest’aumento della popolazione dei lupi non è di origine antropica, non li abbiamo reintrodotti, ma è dovuto a vari fattori: la diminuzione della caccia, la creazione delle aree protette, l’aumento degli ungulati selvatici (cinghiale, cervo, capriolo…), l’abbandono delle montagne da parte dell’uomo e quindi l’aumento delle aree boschive ed, infine, la creazione di leggi per la tutela.
Va anche aggiunto che il lupo è un animale plastico, cioè in grado di adattarsi benissimo a molti diversi ambienti.
Sono animali noti per la loro vita in branchi fino all’arrivo dell’età adulta, quando i giovani devono andarsene e farsi una vita loro ed una propria famiglia. Sono solitamente monogami e difendono il loro territorio, proprio come noi (non a livello biologico, la monogamia dell’uomo è un tema nel quale non mi inoltro).
I casi di attacco del lupo nei confronti dell’uomo sono meno probabili dell’esser colpiti da due fulmini e questo va detto soprattutto a gente del genere. Domani mi metto a parlare io di formaggio e vediamo cosa ne viene fuori, visto che ognuno vuole sempre dire la sua senza però averne la minima competenza.
Il lupo ha attaccato l’uomo in quei rari casi in cui l’uomo cerca di allevarli, andando ben oltre il limite esistente tra specie diverse. La nostra malata tendenza a trattare gli animali selvatici al pari di quelli domestici è un’aberrazione tutta umana che porta il lupo (o qualsiasi altro predatore) a non capire più nulla e, in alcuni rari casi, ad aggredirci. La differenza tra Canis lupus e Canis lupus familiaris (il cane) va ben oltre la parola “familiaris“. I cani sono stati forzatamente incrociati per essere mansueti, i lupi no.
Sia chiara anche un’altra cosa: nel mondo animale, esattamente come nel nostro, ogni individuo ha la sua personalità e non mancano animali un po’ “fuori di testa”.

Scheda del lupo grigio:

Regno Animalia
Subphylum Vertebrata
Ordine Carnivora
Famiglia Canidae
Genere Canis
Specie C. lupus

Facendo 2+2 non si può che ottenere 4, perciò mi pare ovvio che il problema del lupo non esista e che siamo noi a dover diventare un po’ più plastici.
Magari al posto che fare i fighetti in centro con il SUV di sabato sera, una sana passeggiata con una guida naturalistica aprirebbe la mente quel tantino che basta. Sono così tanti i problemi che abbiamo che quattro mucche attaccate dai lupi sono un caso ridicolo.

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