La spremitura delle trote

Comincio dicendo che l’espressione “spremitura” è orrenda e, fosse per me, la cambierei con qualcosa che non porti alla mente l’immagine di una mola che macina le olive.
La consuetudine però è importante, perché se ognuno di noi chiamasse le cose come meglio creda la situazione potrebbe degenerare nell’anarchia linguistica in pochissimo tempo: meglio chiamare la spremitura con il suo brutto nome piuttosto che non capirci.

Lo scorso fine settimana, come ogni anno durante l’inverno, è avvenuta all’incubatoio di Maccagno (VA) la spremitura delle trote con lo scopo di ripopolare il Lago Maggiore.
Ne avevo già parlato qui:

Il ripopolamento del lago

Il lavoro di un sabato o domenica mattina è solamente l’apice di uno sforzo continuo che dura tutto l’anno, 365 giorni su 365, in cui quelli che saranno i riproduttori vengono allevati, nutriti e curati, mentre il personale dell’incubatoio si occupa parallelamente di attività come la “semina” degli avannotti durante giornate di educazione ambientale con i bambini della scuola e dell’oratorio, i quali vengono soprattutto perché Ruggero fa loro trovare quintali di caramelle.

Per semplicità, dal momento che chi ha scritto le successive righe è il nostro consulente Dr. Pierpaolo Gibertoni, mi limiterò a trascrivere la sua descrizione del ciclo di allevamento delle trote, aggiungendo le foto che ho fatto personalmente.

Ciclo biologico delle trote in allevamento

Selezione dei riproduttori:  le trote che dovranno essere avviate alla carriera riproduttiva devono superare rigorose selezioni, questo per trasmettere un genoma che rappresenti la massima purezza della specie e con caratteristiche di rusticità elevate. La prima selezione solitamente viene effettuata su base fenotipica. L’allevatore analizza una per una le trote deputate a questo scopo dalle vasche di accrescimento. Una volta effettuata la selezione visiva si passa alla marcatura dei pesci, tramite codice identificativo, che permetterà il riconoscimento nelle fasi successive. Fatto ciò si eseguono le analisi genetiche che caratterizzeranno il grado di purezza dei pesci studiati. Con i risultati ottenuti i pesci marcati tramite codice identificativo, che sono risultati idonei alle analisi genetiche, possono essere riconosciuti e utilizzati per le operazioni di riproduzione artificiale. Per i pesci che vengono prelevati in ambiente naturale, dopo stabulazione in apposite vasche, l’operazione è la medesima dei pesci accresciuti in allevamento. Dopo la selezione,nel periodo prossimo alle spremiture, i riproduttori vengono suddivisi nelle vasche in appositi settori separati che permettono la divisione per specie e soprattutto per sesso dei pesci selezionati durante l’anno. Questo per diminuire le perdite dovute ai combattimenti esasperati dei maschi in presenza delle trote di sesso opposto. Infatti i maschi in periodo riproduttivo assumono comportamenti aggressivi e territoriali nei confronti degli altri maschi, e in questi combattimenti spesso recano danni e traumi anche alle femmine che riportano lesioni che ne compromettono la loro sopravvivenza.

Spremitura dei riproduttori:  da ottobre a fine marzo, in relazione alle diverse specie si effettuano le operazioni di spremitura. Queste pratiche consistono in particolari manipolazioni che si effettuano sulle femmine con le uova mature e sui maschi per fecondare le uova. Con frequenza settimanale si controllano i settori delle femmine selezionate per verificare la presenza di trote mature. L’operazione di spremitura o “mungitura” consiste in massaggi medio-ventrali per accompagnare l’uscita delle uova in particolari contenitori. Dopo questa operazione avviene la spremitura dei maschi. Sulle uova estratte dalle femmine mature si cosparge il liquido seminale maschile. Questa operazione di spremitura avviene nelle modalità simili a quelle praticate per le femmine.

Attivazione degli spermatozoi e fecondazione delle uova:  solitamente si utilizza 1 maschio ogni 2-3 femmine spremute. Questa importante operazione si svolge per migliorare e aumentare la variabilità genetica delle trote prodotte. L’attivazione degli spermatozoi che feconderanno l’uovo è permessa dall’aggiunta di acqua. L’acqua deve però avere le stesse caratteristiche chimico fisiche che avrà l’acqua durante l’incubazione delle uova. Infatti noi utilizzammo acqua dell’avannotteria presa alla sorgente.

Lavaggi, misura e incubazione delle uova: dopo circa 15 minuti dalla fecondazione le uova vengono sottoposte a vari lavaggi con acqua pulita di sorgente. Questo per eliminare lo sperma in eccesso e i diversi sedimenti di origine vegetale e feci che si creano durante la spremitura. Successivamente si passa alla misura volumetrica delle uova che ci permette di risalire al numero di uova prodotte. Infatti in base alle dimensione dell’uovo si può sapere quante uova si hanno per un determinato volume. Le trote mediterranee fario hanno un diametro dell’uovo che determina circa 8.000 uova per litro. In ultimo si ripongono le uova in incubazione in appositi embrionatori verticali dove le uova rimarranno immobili con acqua corrente fino alla embrionatura delle stesse. Questo periodo corrisponde a circa la metà del tempo dell’incubazione. Ogni specie presenta un tempo di incubazione specie-specifico e relativo alla temperatura dell’acqua in incubazione. Per esempio le trote mediterranee fario impiegano 420giorni/grado.

Pulizia delle uova embrionate e schiusa delle stesse:  raggiunta l’embrionatura delle uova queste possono essere manipolate e quindi e possibile pulirle dalle uova non andate a buon fine. Questo importante procedimento è effettuato tramite un apposito strumento che automaticamente seleziona e separa le uova buone da quelle morte o non fecondate. Il selettore lavora sulla base di fotocellule che sono in grado di riconoscere queste differenze nelle uova. Successivamente le uova, che si trovano nel periodo precedente alla schiusa vengono riposte in appositi contenitori per la schiusa riposti direttamente nella vasca di svezzamento, dove i pesci dallo stadio larvale rimarranno fino alla taglia di trotelle 4-6 cm.

Ecco la galleria della spremitura di sabato scorso.

Qui sotto la foto più importante di tutte, quella del post-spremitura.
Una persona un giorno mi disse: “quello che mangi qui è tutto buono, il segreto è la compagnia.”

IMG_20141129_114418Peccato mi sia ricordato di fare la foto solo dopo che la mandria aveva già spazzolato tutto.

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