Madre

Quello in cui sto per inoltrarmi è un labirinto fitto e misterioso da cui spero di uscire con le ossa integre. Parlo così perché certi argomenti andrebbero affrontati non prima di aver raggiunto un livello culturale che la mia età non potrebbe mai vedere da vicino e che, forse, a settant’anni potrei raggiungere, vivendo un’esistenza piena di libri ed esperienze.
Nonostante la mia palese inadeguatezza, vorrei cercare di parlare di un pensiero che mi si infilò nella testa qualche anno fa e, nonostante il percorso che ho intrapreso nel frattempo, non è minimamente sbiadito negli anni.
Chiedo perdono in anticipo ai genetisti, agli archeologi ed agli psicologi. L’argomento in questione è la Madre. Non quella che ci ha partorito direttamente, bensì quella che ha dato origine a tutto. In un sentiero strettissimo (e questa è la bellezza della scienza) vorrei cercare di trovare una connessione tra il sapere scientifico e quello esoterico, inteso come insieme delle parole εσώτερος (esoteros) “interiore” ed εἰκός (eikos) “naturale”

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Veneri paleolitiche

Venus_of_Berekhat_Ram

Venere di Berekhat Ram

La venere preistorica che tutti conosciamo, con il ventre e le cosce esageratamente sviluppate, è un tipo di scultura che noi uomini realizziamo dall’alba dei tempi. Non considerando la Venere di Tan-Tan (500.000 / 300.000 a.C.) in quanto ancora oggetto di dibattito, la più antica raffigurazione femminile ritrovata e riconosciuta è la Venere di Berekhat Ram, scoperta in Siria e datata 230.000 a.C. Questa statuina, realizzata nel paleolitico, non fu scolpita da Homo sapiens, bensì probabilmente dal nostro antenato Homo erectus. L’ipotesi più accreditata indica che Homo erectus migrò dall’Africa tra 1,8 ed 1,3 milioni di anni fa, dando vita alla prima migrazione umana della storia, indicata come “Out of Africa I”. Homo sapiens compare invece in Africa 200.000 anni fa circa, per poi migrare anch’egli prima in Australasia (90.000/60.000 anni fa) e poi in Europa (35.000 anni fa) secondo la teoria indicata come “Out of Africa II”. E’ significativo il fatto che Homo erectus, secondo gli studi di Richard Leakey, seppur molto più vicino all’uomo moderno per quanto riguarda l’aspetto sociale, non avesse ancora sviluppato un vero e proprio linguaggio: ancora non parlavano, ma la prima rappresentazione artistica che realizzarono era quella della Madre.
Il culto della Grande Madre cominciò proprio così. L’uomo preistorico vedeva nella capacità di una vita di generare altra vita un qualcosa di magico ed inspiegabile, legando alla donna (e non all’uomo) questo potere. La vita stessa e la donna divennero un tutt’uno proprio nell’alone divino di quest’ultima e gli uomini, durante le grandi migrazioni, portarono in ogni luogo del mondo questo culto. Il ciclo della luna e quello mestruale, la sepoltura ed il ritorno “alla Madre Terra” fino ad arrivare alla figura (da sardo non posso evitare il collegamento) della “Femmina accabadora”, colei che praticava l’eutanasia: la vita e la morte sono inscindibili dalla figura femminile.

Eva mitocondriale

Catena_di_trasporto_degli_elettroniAll’interno delle nostre cellule è presente un organello chiamato mitocondrio. Il mitocondrio è un frutto dell’endosimbiosi: si trattava di una cellula procariote ingerita da un’altra la quale però non la “digerì” e, anzi, la assimilò al suo interno, in una situazione di vantaggio per entrambe. I mitocondri sono infatti la sede dove si svolgono le ultime due fasi della “Respirazione cellulare” (Glicolisi, Ciclo di Krebs e Fosforilazione ossidativa) e quindi sono responsabili della “nutrizione” delle cellule. In quanto derivati dall’endosimbiosi, i mitocondri possiedono un DNA circolare proprio, chiamato mtDNA, che ognuno di noi eredita esclusivamente dalla propria madre e non dal padre. Partendo dal presupposto che le mutazioni genetiche casuali si verificano a distanze di tempo ben definite, vengono “contate” le mutazioni del DNA mitocondriale per determinare quando due specie si siano formate a partire da un progenitore comune. Questa tecnica si chiama, per l’appunto, orologio molecolare.
Secondo la scienza, quindi, tutti noi deriveremmo da una sola donna vissuta 200.000 anni in Africa chiamata Eva Mitocondriale o Eva Africana. Non si trattava dell’unica donna esistente, ovviamente, ma si è concluso che quella donna è stata la sola femmina da cui deriviamo tutti, in un’ininterrotta trasmissione per via materna proprio del mtDNA a sua volta ereditato dalle antenate.
Con buona pace dei razzisti, chi diceva “siamo tutti fratelli” ha segnato un punto a proprio favore.

La Madre e Jung

Un altro spunto di riflessione. Questa è una citazione di Jung a proposito dell’archetipo della Madre:

«La magica autorità del femminile, la saggezza e l’elevatezza spirituale che trascende i limiti dell’intelletto; ciò che è benevolo, protettivo, tollerante; ciò che favorisce la crescita, la fecondità, la nutrizione; i luoghi della magica trasformazione, della rinascita; l’istinto o l’impulso soccorrevole; ciò che è segreto, occulto, tenebroso; l’abisso, il mondo dei morti; ciò che divora, seduce, intossica; ciò che genera angoscia, l’ineluttabile».

Ecco che il parallelismo tra la Dea Madre (e quindi la vita) e s’accabadora (legata alla morte) prende sempre più forma secondo una visione ambivalente di vita e morte.

Sardinien_menhir_vor_tortoli
Sono partito da una sensazione istintiva, di quelle che non riesco mai a spiegare, ed ho tentato di vestirla di parole e ragionamenti. Ci sono voluti anni, ma credo di avercela in qualche modo fatta. Mi svesto ora dei panni dell’uomo di scienza, mettendoli via per evitare l’enorme stridio che deriverebbe da queste parole, e aggiungo un pensiero: sono fortemente convinto che la sensazione profonda, intima e radicata della Madre sia un carattere molto diffuso, per motivi a me ignoti, nella popolazione Sarda. C’è qualcosa che vedo in tutti quelli che hanno la mia stessa origine geografica, come un sentimento comune, come la consapevolezza di chi condivide un segreto: l’archetipo come forma preesistente. È quindi possibile che, percorrendo diverse strade in diverse epoche, l’uomo sia giunto alla stessa conclusione? Possibile anche che conoscesse già inconsciamente la risposta?

Per capire cosa intendo, leggete questo:

www.contusu.it/lisola-della-dea/

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