Iodio

Da wikipedia:

“Lo iodio (o, in forma arcaica, jodio) è l’elemento chimico di numero atomico 53. Il suo simbolo è I. Il nome deriva dal greco antico ἰοειδής ioeidēs, che significa viola o lilla, a causa del colore dei vapori dell’elemento. È un elemento che, in tracce, è coinvolto nel metabolismo di molti esseri viventi, compreso l’uomo. Chimicamente, lo iodio è il meno reattivo ed il meno elettronegativo degli alogeni. Viene principalmente impiegato in medicina, in fotografia e nella produzione di pigmenti.”

Tra le tante persone che ho conosciuto nella mia vita ce n’è sicuramente una che più di ogni altra è riuscita a mettermi quintali di pulci nell’orecchio. Una persona che sa fare veramente bene il proprio lavoro nonostante un atteggiamento insopportabilmente antipatico e che, sebbene io provi un mix di stima ed antipatia, mi terrorizza ogni volta che i nostri sguardi si incrociano. Finirà l’università e probabilmente ancora sognerò di essere seduto nudo in quell’ufficio, mentre la chimica decide di volatilizzarsi dalla mia mente proprio nel momento di maggior bisogno.
Per moltissimi uomini parlare di chimica inorganica è solo uno dei tanti pretesti per approcciare le ragazze al bar, similmente all’astrofisica dal benzinaio ed all’ittiologia su un volo Parigi – Calcutta. Per me, che sono notoriamente un burlone, il celeberrimo elemento chimico è solo un gioco di parole figlio di una canzone dei Bluvertigo che stamani, immerso in una lezione pesantuccia, lentamente prendeva voce nei miei pensieri associandosi ad immagini, nozioni e ragionamenti che da sempre mal sopporto. Dall’elenco qui sotto potreste farvi un’idea sbagliata, una parziale o, peggio ancora, cambiare completamente l’idea che avevate su di me. Spero questo non accada, perché sono sempre io anche quando dico cose politicamente scorrette e potrebbe bastare andare oltre la prima frase per capire le mie motivazioni.
Iodio molte cose e chi mi conosce di persona lo sa.

1395233_560135180787640_1519528263769880763_nIodio l’animalismo “a settori” che difende i cagnolini e se ne frega di ragni, serpenti ed insetti; iodio i cacciatori che sorridono in posa dietro una fila di fagiani; iodio gli hippies che vestono i figli di canapa e poi si stupiscono che hanno freddo in inverno; iodio le vecchiette che “murrungiano” dalle finestre quando passa la processione; iodio chi non si sforza di capire le ragioni dei pescatori groenlandesi che cacciano balene per campare; iodio gli abbracciatori di alberi che ancora devono studiare due righe di fisica; iodio i vegani, i fruttariani e quelli che mangiano solo muschio putrefatto, che ancora devono capire quanto la natura sia diversa; iodio quelli contro la sperimentazione animale e, per lo stesso motivo, quelli pro-sperimentazione animale: io buonsenso è tutt’altro; iodio quelli che perdono tempo a pensare se mettere tutti i simboli religiosi nelle scuole, uno solo o tutti; iodio gli ecologisti che non conoscono la situazione della falda superficiale di Milano; iodio quelli che il pesce dicolony-farm-orchard-kelly-jien-warner-miller-iris-potter-margaret-schwallie-hug-a-tree-kalamazoo-green-justice-f4a4fb676ec7ee88 lago no perché 40 anni prima uno zio è annegato mentre pescava; iodio il proselitismo e la sensazione di superiorità puntualmente applicati durante le feste o le cene dai vegani; iodio quelli per cui tutto è determinato dall’allineamento astrale; iodio lo scientismo che tenta di ridurre tutto l’amore e la bellezza a mera chimica; iodio i giapponesi che svengono davanti all’architettura rinascimentale, mentre vivono tutto l’anno in parallelepipedi di cemento grigio antisismico; iodio la pigrizia mentale di chi ha i mezzi per farcela, ma preferisce stare a guardare la tv; iodio chi non capisce che il lavoro è un mezzo e non il fine; iodio chi non prende decisioni nella vita e non combatte mai, mai e poi mai per una qualsiasi causa; iodio l’antispecismo perché è stupidamente crede che l’universo abbia una morale, mentre in realtà possiede solo leggi.

Ancora qualcuna…

Image01_midiIodio l’antisemitismo, il semitismo, l’acido acetico, l’odore della formaldeide, la Juventus, Gabriella e Milly Carlucci, l’umidità del Lago, la nebbia, i tamarri, il centro estetico di Carlo Conti, le cover band dei Beatles, il centro di Varese, le dogane, il bracconaggio in condizioni di non povertà, l’apericena (Dio quanto odio l’apericena), le autoradio che non funzionano, il traffico, il bollito misto, la facilità dei 110 in scienze della comunicazione, i nerd, i bigotti, gli eccessi, lo scoiattolo grigio, Robinia pseudoacacia, tutti i fans di Vasco e Ligabue, Vasco, Ligabue, gli stupidi, la cerniera dei pantaloni, la Disney, Andrea Agnelli, gli agitatori compulsivi di bicchieri di vino, Matteo Renzi, le caramelle covereffervescenti, le cose croccanti, il cibo che scotta, l’accento del trentino (non è colpa mia, non posso farci nulla), il freddo, l’altitudine (sono microcitemico), i gazebi della Lega, i titoli dei libri di Carofiglio, i medici, il costo dei biglietti dei concerti, le bibite sgasate, la birra calda, le autostrade liguri, l’incredibile voglia di chinarci ai padroni tipica di noi sardi, Easyjet, le buche nelle strade, la paleontologia, la pipì di gatto e l’intolleranza.

La prossima puntata sarà sul lantanio o sullo stronzio. Chissà quale sceglierò.

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