La romantica nascita delle zanzare

Tutti noi odiamo le zanzare, ne sono certo, ma la domanda che ognuno di noi si pone è: a cosa servono le zanzare? In realtà in natura nulla mai è inutile: quello che apparentemente è un insetto piccolo e fastidioso di sicuro ha un suo preciso posto nella catena trofica. Senza le zanzare migliaia di altre specie animali non avrebbero di che nutrirsi, adeguandosi ai cicli di questi insetti. L’importanza della posizione della zanzara nella catena alimentare non basta a giustificarne la presenza, soprattutto in estate, nelle nostre case all’imbrunire: sono fastidiose, punto e basta.

Aedes_albopictus_Mundwerkzeuge_ita_500x667Tutta colpa del particolare apparato boccale tipico delle zanzare, atto a pungere e succhiare il sangue (ematofagia) o l’emolinfa da mammiferi, rettili, anfibi o uccelli. Quello che non tutti sanno è che le solo le zanzare femmine si nutrono di sangue e solo per completare la maturazione delle proprie uova, dal momento che il sangue è un’ottima fonte proteica. I maschi, invece, si nutrono di nettare e polline, che sono sostanze zuccherine, e non ha sviluppato lo stesso apparato boccale (formato da labium e labrum) capace di pungere delle femmine, dal momento che non ne hanno bisogno. Il fastidio che percepiamo a seguito della puntura è dato dalla saliva che viene secreta sulla nostra pelle prima della puntura: questa ha funzione anticoagulante, in modo che la zanzara non rimanga “bloccata” durante il pasto e può dare fastidio a causa della risposta del nostro sistema immunitario. Il loro habitat principale è rappresentato da stagni ed acque ferme di palude, necessarie per lo sviluppo delle ninfe (qui una breve spiegazione sulla metamorfosi). Essendo specie molto ben adattabili, riescono comunque a riprodursi praticamente in qualsiasi pozza d’acqua che duri abbastanza da permettere lo sviluppo delle uova, in città come in campagna.
Le zanzare hanno un ciclo vitale breve, di alcuni mesi, durante il quale possono però creare seri problemi.

Zanzare e malaria
Aldilà del fastidio, il fatto che maggiormente preoccupa riguardo le zanzare è legato alla trasmissione della malaria, una malattia che può portare alla morte a causa delle fortissime febbri. Causa della malaria non è la zanzara stessa, che come detto è solo un vettore, ma un protozoo del phylum Apicomplexa del genere Plasmodium (P. malariae, P. vivax, P. ovale ed il pericolosissimo P. falciparum). Il plasmodio viene prelevato da un individuo infetto solamente dalle zanzare del genere Anopheles durante la puntura. All’interno della zanzara il plasmodio si riproduce sessualmente, dando origine agli sporozoiti i quali migrano nel sito di produzione della saliva dell’ospite. Tramite le secrezioni salivari gli sporozoiti entreranno nell’ospite vertebrato (mammiferi, rettili, anfibi ed uccelli) e si moltiplicano asessualmente in merozoiti all’interno del fegato. Dal fegato il parassita entra nel circolo sanguigno ed infetta completamente l’ospite finale, con la risposta immunitaria della febbre alta causata dall’infezione. Dopo questo, il ciclo può ricominciare con una nuova puntura di zanzara.

Ciclo_Vita_MalariaDistribuzione della malaria
Un tempo il problema della malaria riguardava anche l’Italia, prima delle bonifiche delle paludi appunto, ma ora le specie di Plasmodium responsabili della malaria sono rimaste quasi solamente nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Asia e Sud America, dove uccidono ogni anno milioni di persone.
Qui parlo del Nobel a Müller per l’applicazione del DDT contro le Anopheles, mentre potrete farvi un’idea dei danni della malaria in Africa leggendo questo articolo: In Mozambico la malaria è la prima causa di morte. 4 milioni di casi nel 2013. I casi in malaria in Italia sono invece poche centinaia all’anno provocati per la maggior parte dai viaggi da e per le zone colpite. Possiamo quindi stare ragionevolmente tranquilli.

E il romanticismo?
Il romanticismo c’è, c’è. Bisogna solo saper aspettare.
La nascita degli insetti in passato non veniva compresa. Si credeva che le api, le mosche e le zanzare si “generassero” dalle feci, dalla carne in decomposizione e dai vapori dell’acqua. Questo presupposto ha dato origine ad un’antica leggenda vietnamita che spiega in modo assolutamente magico la nascita delle zanzare.
In un piccolo villaggio di pescatori viveva una coppia di giovani amanti. La coppia viveva felice in una palafitta, passando le loro giornate immersi nel loro amore fino a quando, all’improvviso un giorno, la donna si ammalò e morì. Preso dalla disperazione, il pescatore non volendo allontanarsi dalla sua donna, decise di non seppellirla e si chiuse nella loro casa tenendo con sé il corpo dell’amata in decomposizione. Obbligato dal resto del villaggio, a causa dell’odore, a lasciare il corpo della sua amata, l’uomo decise di andarsene a vivere sull’acqua, nella sua barca.
Il demone della palude, vedendolo disperato, gli apparve chiedendogli se volesse far tornare in vita la sua sposa. Il pescatore rispose affermativamente, dicendo che avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di rivederla vivere.
Il demone, mettendolo in guardia sulla scelta di riportare in vita la donna e ricevendo un altro sì, punse un dito del pescatore, dal quale uscì una sola goccia di sangue che, cadendo sul corpo senza vita della donna, la riportò immediatamente in vita.
I due amanti, troppo presi dalla felicità di quel miracolo, non ringraziarono il demone per averli fatti tornare assieme e ripresero la vita di sempre, come nulla fosse accaduto.
Una sera, di ritorno dal lavoro, il pescatore trovò la propria casa vuota. Chiamò la donna, ma questa non rispose. La cercò in lungo e in largo, passando per tutte le case del villaggio, per poi trovarla nella casa di un altro uomo.
Il pescatore, convinto che tutto si potesse sistemare, la supplicò di tornare a casa con lui, ma lei gli disse che non lo amava più e che quell’uomo ormai era il suo nuovo amore.
Il pescatore la supplicò ancora e ancora a lungo, fino a quando il dolore non si trasformò in rabbia ed l’uomo cominciò a rinfacciare alla donna che solo grazie a lui ella era tornata in vita.
La donna, non avendo più argomenti per convincere l’ex amante a rinunciare, rispose che a lui doveva solamente una goccia di sangue e nulla più. Prese lo spillone che le teneva assieme i capelli e si punse un dito, intimando al marito di riprendersi la sua goccia di sangue.
Dal dito uscì una sola goccia di sangue che cadde a terra, mentre la donna morì, in un solo momento, trasformandosi in polvere che cadde nell’acqua, passando tra le assi del pavimento della palafitta.
Subito la polvere cominciò a prendere la forma di minuscoli esserini viventi: le prime larve di zanzara.
Il pescatore in quel momento, ricordando l’avvertimento del demone sul fatto che ne valesse veramente o meno la pena, decise di rifarsi una vita, sposandosi con un’altra donna e lasciandosi alle spalle la sua amante fedifraga.
La donna, dopo aver tradito il suo amato, rammaricata dall’aver perso ancora una volta la vita, cominciò a perseguitare tutte le notti gli abitanti del villaggio con il suo ronzio e le sue punture. Pungendo gli altri, spera di riprendersi quella sola goccia di sangue per poter tornare ancora in vita.

Scheda della zanzara del genere Anopheles:Anopheles_gambiae_mosquito_feeding_1354.p_lores

Regno Animalia
Phylum Arthropoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Ordine Diptera
Famiglia Culicidae
Genere Anopheles

Una curiosità
L’anemia mediterranea, diffusa in Sardegna, “protegge” da P. falciparum, il plasmodio più aggressivo della malaria. Questo proprio a causa della malformazione dei globuli rossi che interferisce nello sviluppo del parassita. Questa caratteristica si è evoluta proprio a causa della forte presenza della malaria, soprattutto tra l’Ogliastra e Cagliari. Si può dire che l’evoluzione abbia fatto, in un certo senso, di necessità virtù.

Per approfondimenti:  E. Tognotti, Per una storia della malaria in Italia. Il caso della Sardegna.

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